venerdì 31 maggio 2013
LICEO MUSICALE, TAGLIATA LA SECONDA CLASSE
LICEO MUSICALE, RIPARTE LA BATTAGLIA PER DUE CLASSI
LICEO MUSICALE, UNA CLASSE TAGLIATA FUORI
Liceo musicale, una classe tagliata fuori La rabbia di 40 famiglie: «Si parla sempre di lotta alla dispersione scolastica ma ai nostri figli viene negato un diritto» MELONI (GILDA) Ci si riempie tanto la bocca con la grande importanza della scolarizzazione ma poi anche la Regione non la traduce in pratica I GENITORI INFURIATI Rivendichiamo per i nostri ragazzi il principio costituzionale che consente una piena formazione che esalti il loro talento di Valeria Gianoglio - NUORO Quaranta studenti, in queste ore, vivono con il fiato sospeso. Qualche mese fa, dopo molto impegno e altrettanta passione, hanno passato l’esame di idoneità per potersi iscrivere al liceo musicale Sebastiano Satta, hanno ottenuto punteggi lusinghieri, la soddisfazione di vedersi riconosciuti tanti sforzi, i complimenti della commissione giudicante. Infine hanno firmato le carte per poter frequentare, dal prossimo anno scolastico, il corso musicale tanto desiderato. L’unico proposto da una scuola superiore nelle province di Nuoro e Sassari. Una scuola che nell’isola, tra l’altro vanta il primato di anzianità. Ancora non lo potevano sapere, i 40 studenti in questione, ma purtroppo la doccia fredda stava per arrivare. E manifestarsi sotto forma di una circolare ministeriale, la numero 10 del 2013, inviata a tutti gli uffici scolastici italiani, e figlia dei famigerati tagli della spending review. Questa circolare, o meglio, come sostengono i docenti, «una lettura troppo rigida della circolare da parte degli uffici scolastici» sta comportando, di fatto, un taglio spietato di classi. E in particolare, il taglio di una classe dello storico liceo musicale nuorese, di via Deffenu. Se non dovesse cambiare la situazione, la scure, nel caso dell’istituto Satta, avrà un effetto molto spiacevole: al musicale, dal prossimo settembre, non ci sarà spazio per tutti i 40 studenti che si sono iscritti nei mesi scorsi. In teoria, con quel numero, si dovrebbero aprire due classi, in pratica, invece, a causa della circolare e dei tagli agli organici degli insegnanti, di classe ne verrà aperta solo una. E all’ex istituto Magistrale, ovviamente, è scoppiato l’inferno. La vicenda, nelle scorse settimane, è approdata anche sul tavolo del ministro Francesco Profumo, attraverso diversi interventi della vicecoordinatrice nazionale della Gilda, la nuorese Maria Domenica Di Patre. E insieme a lei, a Nuoro, se n’è occupato anche il coordinatore regionale dello stesso sindacato, Gianfranco Meloni. «Il dato più assurdo di questa vicenda – spiega – è che spesso, anche negli uffici di Cagliari, ci si riempie la bocca con la lotta alla dispersione scolastica, e poi, passando ai fatti, non si pensa a fare qualcosa per evitare la dispersione. La Regione, ad esempio, sta pensando di aprire altri licei musicali, ma poi lascia scoperto il primo nato nell’isola, ovvero il liceo Satta di Nuoro». E così nello storico istituto, le ultime settimane sono state infiammate come non mai. Riunioni con i sindacati pronti alla battaglia, lettere dei docenti, genitori decisi a tutto pur di salvare il diritto all’istruzione dei loro figli al grido di «La scuola è aperta a tutti», con tanto di citazione precisa degli articoli 34 e 3 della Costituzione. Li hanno ricordati, per esteso, ai dirigenti dell’ufficio scolastico regionale e di quello provinciale. «Rivendichiamo per i nostri figli – dicono – il diritto all’iscrizione alla classe prima del liceo musicale Satta di Nuoro. Chiediamo che venga loro riconosciuto il diritto a proseguire l’istruzione obbligatoria nel liceo musicale, permettendo la formazione di due classi prime». Attualmente, infatti, se si continuassero ad applicare in modo rigido le regole ministeriali, 15 studenti sarebbero completamente tagliati fuori. E tra gli altri problemi, spunta anche una domanda inquietante: in base a quali criteri verrebbero scelti gli alunni “eletti”, e in base a quali verrebbero scartati gli altri? Gli stessi docenti del Satta, non ci stanno, e in una lettera-appello spiegano che invece «per ciascuno di questi alunni è incontrovertibile il riconoscimento del diritto allo studio, e di frequentare la scuola che gli è più congeniale». Anche perché in futuro la scuola in questione consentirebbe a tutti coloro che la frequentano di potersi specializzare in un Conservatorio.
*******************IL CASO Rischiano di rimanere a casa anche due alunni disabili NUORO Ci sono anche due alunni disabili, nel gruppo dei 40 iscritti al liceo musicale Satta di Nuoro. Anche loro, purtroppo, per gli effetti nefasti della spending review, rischiano di non poter proseguire un sogno musicale coltivato da tempo con passione e tanto impegno. «Per questo – spiegano gli stessi docenti del Satta – uno dei due, in particolare, è disposto a percorrere ogni giorno i chilometri che separano dalla scuola il suo paese di provenienza. A questo si preparano entrambi. Chi comunicherà, adesso, a uno dei due, o forse a entrambi, e agli altri che pur avendo una valutazione che supera, e in molti casi anche di tanto, i 35/50 (corrispondente a 7/10) che sono esclusi dal liceo musicale e dagli studi musicali in genere?». Un vero peccato, spiegano gli stessi docenti della scuola superiore, perché questa potenziale esclusione, tra l’altro, si scontrerebbe con la grande «tradizione di accoglienza dell’istituto Sebastiano Satta nei confronti degli alunni diversamente abili». (v.g.)
sabato 16 ottobre 2010
LETTERA ALLE FAMIGLIE DEGLI STUDENTI NUORESI da parte dei docenti dell'ISTITUTO MAGISTRALE DI NUORO
Siamo un gruppo di docenti della scuola pubblica superiore di Nuoro e sentiamo di condividere con voi la responsabilità educativa e formativa dei vostri figli.
Forse non vi è abbastanza nota la situazione di profondo disagio che colpisce la scuola pubblica italiana e che rischia di vanificare le finalità formative e culturali attribuitele dalla nostra Costituzione (artt. 33 e 34).
La riforma Gelmini è stata spacciata alle famiglie come strumento per migliorare l’organizzazione della scuola e la qualità del servizio reso. L’unico risultato certo, per ora, è il seguente:
meno risorse = meno quantità
meno quantità = meno qualità
Le conseguenze sono, infatti:
a) diminuzione delle ore di insegnamento di discipline fondamentali come Italiano, Diritto, Matematica e Informatica, Storia, Scienze, Laboratori, per non parlare delle discipline specifiche dei vari indirizzi di studio;
b) impossibilità di nominare supplenti. Ciò significa, come è successo numerose volte quest’anno, lasciare gli alunni a sé stessi, con grande preoccupazione nostra e vostra per la loro tutela; non da ultimo, ciò comporta una reale diminuzione degli effettivi orari di insegnamento;
c) impossibilità di garantire a tutti, e in tutte le discipline, i necessari corsi di recupero;
d) impossibilità di realizzare un ampliamento dell’offerta formativa, che stimoli la crescita culturale e personale degli studenti e sia coerente con i vari indirizzi di studio;
e) impossibilità di far fronte alle spese di ordinario (e decoroso!) funzionamento della scuola. Detto brutalmente, mancano i soldi per acquistare carta e toner per le fotocopie, computer efficienti, e persino il sapone e la carta igienica!
f) impossibilità di svolgere il nostro lavoro di insegnanti in modo qualitativamente efficace, e persino di garantire la sicurezza degli alunni, che potranno essere stipati fino a 35 in un’unica aula;
g) impossibilità di continuare a garantire l’integrazione degli alunni diversamente abili, visti i vergognosi tagli effettuati anche sugli organici dei docenti di sostegno;
h) obbligo per tutte le famiglie di dotarsi, a proprie spese, della connessione a Internet, per avere accesso ai libri di testo elettronici, che dovranno poi essere stampati, sempre a spese delle famiglie.
Taciamo dei pesanti tagli ai nostri stipendi e al numero dei docenti precari (sui quali finora è gravata buona parte del peso del funzionamento delle scuole), perché la crisi economica colpisce tutti i ceti medi, anche se si tratta dell’ennesimo sfregio alla nostra professionalità ed al nostro ruolo sociale.
Si continua a delegittimarci, ma noi resisteremo e daremo battaglia perché crediamo nel ruolo e nella funzione sociale della scuola pubblica.
Siamo altresì convinti che questa lotta potrà avere esiti positivi solo con il vostro contributo, pertanto contiamo su di voi per realizzare le iniziative che intendiamo intraprendere a partire da settembre.
Gli insegnanti dell'Istituto Magistrale di Nuoro
mercoledì 3 marzo 2010
Liceo Musicale, Istituto in festa

Liceo musicale, istituto in festa
Sono tutti certi: la scuola non sarà più cancellata
La preside Marchetti «Traguardo raggiunto con la mobilitazione»
di Gianluca Corsi
NUORO. Alla fine festa doveva essere e festa è stata. Gli studenti del liceo socio-psico-pedagogico Sebastiano Satta, ora liceo musicale e coreutico-sezione musicale, proprio non ce l’hanno fatta ad attendere comunicazioni ufficiali dal ministero dell’Istruzione.
E ieri mattina, alla presenza dei rappresentanti della Provincia di Nuoro, hanno organizzato un’assemblea “musicale” nella loro aula magna, peraltro incuranti della confusione che il giorno prima regnava al ministero. Non appena sul portale istituzionale dell’istruzione, tra i licei musicali della Sardegna è comparsa anche la loro scuola (l’altra è il liceo Azuni di Sassari), i ragazzi non hanno potuto fare a meno di esultare. Quasi un gesto liberatorio, dopo l’incubo della riforma del ministro Gelmini che minacciava la chiusura della loro scuola gioiello.
Inizialmente si erano ipotizzate 40 classi di liceo musicale in tutta Italia e 10 di liceo coreutico, che a fine febbraio erano diventate rispettivamente 10 e una. Per Nuoro, la strada era sempre più in salita. Fino ad avantieri mattina, quando il sito del ministero dell’Istruzione ha iniziato a dare i numeri (compreso un black out al pomeriggio), fino ad arrivare ad oltre 20 licei musicali, con l’aggiunta che «a breve sarà resa disponibile una ulteriore lista di istituti con sezioni di licei musicali, da sottoporre, nella prima riunione utile, alla valutazione della Conferenza unificata Stato-Regioni».
Segno evidente che è già iniziata una lotta di campanile per accaparrarsi una sede. Ma Nuoro c’è già. La preside Carla Marchetti, «la nostra scuola ha tutte le carte in regola e, anzi, ha addirittura anticipato di gran lunga la riforma». L’unico requisito a mancare ancora all’appello è la convenzione con un conservatorio musicale, ma dalla scuola nuorese assicurano di essersi già attivati per ottenerne una. Intanto ieri i ragazzi hanno festeggiato il traguardo raggiunto nel modo che gli riesce meglio: suonando e cantando la loro gioia.
«Per una volta - sottolinea Marchetti - la riforma è partita con la giusta attenzione per l’esistente, e non in maniera illogica. Questo traguardo si deve alla mobilitazione di tutti: Ufficio scolastico regionale, Provveditorato di Nuoro e tutti quegli intellettuali e musicisti che in questi mesi sono stati al nostro fianco. Ma un aiuto indispensabile è giunto soprattutto dalla Provincia di Nuoro».
L’assessore provinciale all’istruzione Tonino Ladu parla di una vittoria sofferta e non scontata. «Una vittoria di tutto il territorio - commenta Ladu - che da oggi arricchisce ulteriormente la sua offerta formativa. La speranza, ora, è che le iscrizioni del prossimo anno aumentino ulteriormente». Un auspicio che è anche degli studenti, come Gianluca Pitzolu, ormai prossimo al diploma: «Questa scuola che abbiamo difeso strenuamente è un patrimonio che lasciamo in eredità agli studenti di domani. Siamo convinti che sapranno amarla e difenderla come abbiamo saputo fare noi».
Salvo il liceo musicale. Ma c’è un giallo

Il capoluogo della Barbagia ospiterà uno dei dieci istituti italiani sopravvissuti alla riforma Gelmini
Salvo il liceo musicale. Ma c’è un giallo
Il ministero dà la notizia su internet e poi rimette tutto in discussione
La preside e la Provincia annunciano la festa ma i delusi delle altre regioni fanno temere un colpo di mano
di Gianluca Corsi
NUORo. È iniziata con squilli di tromba e festeggiamenti, ma a metà giornata aveva già assunto i contorni del giallo la notizia dell’istituzione del liceo musicale a Nuoro. Una notizia attesissima, che ha iniziato a circolare dal mattino quando i diretti interessati hanno cliccato nella homepage del portale del ministero dell’Istruzione.
Sul link «cerca la scuola» compariva la seguente dicitura: «Sono in linea gli elenchi degli istituti di istruzione secondaria di II grado funzionanti sul territorio nazionale, suddivisi per regioni e per province, con a fianco di ciascuno indicati i corsi di studio con eventuali opzioni ed articolazioni, il cui avvio è previsto per il prossimo 1º settembre 2010». E cliccando su Nuoro, licei musicali, compariva la mappa del glorioso «Regio Istituto Magistrale Sebastiano Satta», da sempre ospitato nello storico edificio razionalista di via Attilio Deffenu. Un colpo davvero insperato per il capoluogo barbaricino, una delle dieci città italiane ad avere il privilegio di ospitare un liceo di questo tipo. Tutti subito a immaginare caterve di studenti sardi disposti a fare i pendolari o stabilirsi in città per poter studiare la musica.
Non sarà come avere il terzo polo universitario, ma è già un bel traguardo per un territorio poco avvezzo a primati del genere. Tanto che, a parte la gioia incontenibile di Carla Marchetti, dirigente scolastico che ha trasformato la battaglia per avere il liceo musicale a Nuoro in una battaglia di tutti, è arrivata subito la reazione dalla Provincia. «È uno strumento in più per Nuoro per essere città - ha immediatamente commentato il presidente Roberto Deriu - è un motivo in più perché il territorio guardi a Nuoro».
Ma un primo dubbio emerge cercando altri eventuali licei musicali in Sardegna: c’è anche Sassari. Poiché la riforma Gelmini riduce i licei musicali da quaranta a dieci in tutta Italia era già sembrato un miracolo che alla Sardegna ne spettasse uno. Due, non lo si sperava proprio. Il mistero si infittisce nel primo pomeriggio quando, sulla homepage del ministero compare un inquietante «Avviso agli utenti»: applicazione «temporaneamente disattivata per un aggiornamento della base informativa».
L’applicazione ricompare in tarda serata con l’aggiunta che «a breve sarà resa disponibile una ulteriore lista di istituti con sezioni di licei musicali, da sottoporre, nella prima riunione utile, alla valutazione della Conferenza Unificata». Cosa succede? I nuoresi non reggerebbero all’ennesimo dietrofront. Da Roma, Maria Domenica Di Patre, vice coordinatrice nazionale e responsabile nuorese della Gilda insegnanti, non sembra sorpresa. «La notizia dell’istituzione di un liceo musicale a Nuoro - commenta la sindacalista - deve darla direttamente il Ministero, e non il suo sito internet. Giovedì con i tecnici del ministero parleremo di confluenze, classi di concorso e anche licei. Sarà l’occasione per capire una volta per tutte se Nuoro avrà davvero il suo liceo musicale». Ma cosa è successo al Ministero? «Dopo l’annuncio della prima lista - spiega la sindacalista - c’è stata una levata di scudi a livello di Conferenza Stato-Regioni, anche perché si era arrivati al paradosso che la Sardegna aveva due licei e Roma e il Lazio neppure uno. Comunque al Ministero garantiscono che uno dei licei musicali avrà sede a Nuoro».
Intanto oggi, con inizio alle 9,30, alle magistrali ci sarà un’assemblea straordinaria dell’istituto, organizzata con la Provincia, per festeggiare l’avvenimento. Gli studenti del corso musicale terranno un concerto. Sperando che non sia il canto del cigno del liceo a Nuoro.
lunedì 1 marzo 2010
Diritti del disabile: come calpestare uno sforzo decennale

Disabili, convenzione Onu e seminario informativo tra applausi e polemiche
Appoggio bipartisan per l’iniziativa del Comune ma il liceo pedagogico si sente «discriminato»
GIOVANNI BUA
NUORO. Il consiglio comunale di Nuoro, primo in Sardegna, adotterà oggi la Convenzione internazionale dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità. Una iniziativa «storica». Impreziosita dal seminario di domani al liceo scientifico, tenuto da Giampiero Griffo, componente dell’esecutivo mondiale del movimento internazionale per i diritti delle persone con disabilità. Che però non ha mancato di suscitare polemiche.
In particolare da parte del Liceo pedagogico «Satta» che lamenta di essere stato «discriminato» dagli organizzatori nonostante sia «notoriamente in prima linea nell’accoglienza di alunni con disabilità». «In quest’anno scolastico - spiega una nota firmata dai componenti del gruppo di lavoro per l’handicap del liceo - gli alunni disabili frequentanti sono 19, perfettamente inseriti e seguiti da 11 insegnanti di sostegno. Lavoriamo con le famiglie, gli operatori, la Asl, con impegno, fatica e motivazione. Pensiamo di avere dato, in tempi non sospetti, un contributo importante a livello cittadino e provinciale alla fruizione dei diritti da parte delle persone disabili. E di avere molto da dire sull’argomento». «Allora chiediamo: perchè siamo stati lasciati fuori da questa importante iniziativa? È possibile conoscere i criteri che hanno portato all’individuazione dell’istituto in cui organizzare l’incontro?».
«Prima di tutto - risponde Francesco Muscau, capo di gabinetto del sindaco Zidda e tra gli organizzatori dell’evento - ci dispiace molto aver dato origine a un fraintendimento con il Liceo Pedagogico. Di cui riconosciamo l’importante impegno nell’accoglienza di alunni con disabilità e in generale nella fruizione di diritti da parte dei cittadini disabili. Il seminario con il professor Griffo è aperto a tutti. E noi e il professore saremmo lieti se anche gli insegnanti e gli alunni del liceo pedagogico volessero partecipare. La scelta dello scintifico è stata fatta perchè la convenzione internazionale che il Comune adotterà è dell’Onu. E il liceo scientifico si è disitinto in questi anni per una serie di iniziative che la legano strettamente all’Organizzazione delle nazioni unite. Abbiamo seguito questo filo, senza voler però assolutamente discriminare gli altri istituti, né sminuirne il ruolo o l’importanza. E speriamo che un’occasione così importante possa essere arricchita con il contributo di tutti».