mercoledì 18 settembre 2013

Liceo musicale: «O tutti o nessuno»

NUORO Lo slogan parla chiaro: «O tutti o nessuno». Tutti a scuola, nessuno deve rimanere alla porta. Succede al Liceo musicale di via Deffenu, dove ieri mattina è apparso uno striscione che non lascia spazio a interpretazioni. La scuola è un diritto di tutti, anche dei 47 alunni che rischiano di restare fuori perché il dirigente scolastico regionale Francesco Feliziani non ha ancora autorizzato l’attivazione di due prime classi. Quarantasette alunni, di cui due disabili, tutti regolarmente preiscritti e dunque tutti dichiarati idonei da un’apposita commissione d’esame. Ragazzi e ragazze che sognano di fare della musica la loro professione di domani. Ragazzi e ragazze che ieri mattina hanno suonato lungo la via Deffenu, un concerto per rimarcare ancora una volta il diritto allo studio (compreso quello della scelta del proprio indirizzo). Mentre un gruppo di genitori porta avanti lo stato di mobilitazione permanente dichiarato venerdì scorso, dopo un’affollata quanto animata assemblea davanti agli assessori provinciale e comunale all’Istruzione, Costantino Tidu e Paola Demuro. Anche il presidente della Provincia, Roberto Deriu, ha portato la sua solidarietà, sabato scorso. Diversi, e ripetuti nel tempo, gli interventi del deputato Roberto Capelli. Costante l’impegno dei sindacati. Nonostante tutto, la situazione al Liceo musicale Satta resta ancora di stallo. All’ordine del giorno, tra le emergenze da risolvere. «Liceo musicale Nuoro: concessione di una classe prima anziché due come richiesto dalla dirigente scolastica» sintetizzano Antonella Cidda, Maria Luisa Ariu e Pierpaolo Zidda, segretari provinciali della Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola. In campo anche per «l’Istituto comprensivo 3 Nuoro: concessione di sei classi prima anziché sette come richiesto dal dirigente scolastico; Istituto comprensivo 2 Nuoro: concessione di cinque classi seconde anziché sei come richiesto dalla dirigente scolastica; Ipas Sorgono: mancata attivazione convitto».

CAMPANELLA D'ALLARME

Campanella d'allarme Aule sovraffollate e classi sparite: è rivolta NUORO Proteste, comitati spontanei, braccia incrociate. In provincia di Nuoro ieri la prima campanella ha la voce dei genitori preoccupati: rimostranze di ogni ordine e grado accolgono l'inizio dell'anno scolastico. In prima linea padri e madri. Tra le new entry il caso dell'Istituto industriale di Tonara, rimasto finora sottotraccia perché gli interessati hanno avuto solo all'ultimo momento la conferma che non è prevista l'attivazione della prima. Così i genitori dei 16 studenti rimasti a terra, insieme ai loro figli, picchettano l'entrata e nella notte chiudono a lucchetto i cancelli della scuola. «Finché non otterremo ciò che chiediamo terremo il presidio», promettono. Stamane è previsto un rendez-vous alla presenza del dirigente di Aritzo (cui Tonara fa capo) e insegnanti. RIVOLTA AL LICEO MUSICALE Fulmini e saette anche al liceo musicale Satta di Nuoro, una delle due prime richieste infatti per il momento non è stata accordata, lasciando a bocca asciutta 20 iscritti che ieri inscenano il proprio dissenso a suon di chitarre e tamburelli. Sullo sfondo le scelte troppo ragionieristiche del Governo e, a cascata, dell'Ufficio scolastico provinciale che si trova tra l'incudine e il martello. Decisioni che minano alle radici il diritto allo studio: spesso il talento artistico mal si accorda con gli iter canonici, per cui diversi di quei giovani cui ora viene negato l'accesso al liceo musicale potrebbero essere condannati alla dispersione scolastica. A maggior ragione in una situazione come quella del Satta: «Kafkiana», commenta la dirigente Carla Rita Marchetti, «visto che i numeri ce li abbiamo». All'unisono il deputato del Centro democratico Roberto Capelli, presente ieri, che da mesi perora la causa di questa scuola. MEDIE SOVRAFFOLLATE Venti di ribellione anche alle Medie Maccioni: insorgono i genitori dei bambini di prima i quali, di fronte alla prospettiva che i propri pargoli si trovino stipati in aule di oltre 30, non fanno entrare i propri figli e si precipitano in Provveditorato. «Condizioni fuori norma», tuonano Antonella Cidda e Maria Luisa Ariu, Cgil e Cisl scuola, che sostengono la battaglia per l'autorizzazione di una settima classe. «Allo stato attuale c'è un assoluto dispregio della sicurezza, esistono delle precise relazioni della Asl e dei vigili del fuoco che impongono il limite di 28 persone tra ragazzi e professori. E poi ne va della qualità della didattica». Oggi alle 8,30 è in programma un'assemblea nell'auditorium di via Aosta, cui sono invitati tutti gli interessati. GAVOI E BARONIA Nel frattempo rimangono in standby altre oasi didattiche sulla via dello smantellamento: vedasi Gavoi dove - salva la classe dei maturandi del Classico e la terza dei Geometri - rimane l'incognita della seconda geometri, che verosimilmente finirà con un salvataggio in corner attraverso la formula del corso a progetto finanziato dalla Regione o, come annunciato nei giorni scorsi dal presidente Roberto Deriu, dalla Provincia. Scuole chiuse per protesta anche a Galtellì, Irgoli, Onifai e Loculi in attesa che l'Usr si pronunci sulla concessione di un preside in esclusiva per tali plessi. Francesca Gungui

sabato 14 settembre 2013

Occupato il liceo musicale

NUORO. Si mobilitano genitori e ragazzi: non ci spostiamo fino alla soluzione Occupato il liceo musicale Prima classe negata nonostante le 47 iscrizioni NUORO La seconda classe della prima del liceo musicale Satta è ancora una chimera nonostante i 47 iscritti e le tante proteste. E allora genitori e alunni decidono la mobilitazione permanente. Ieri primo atto al termine di un'assemblea. «Staremo qui finché non otterremo una risposta positiva alla legittima richiesta volta a ottenere il diritto allo studio per i nostri figli», annunciano. IL CASO La decisione viene comunicata al dirigente scolastico regionale e all'assessore Sergio Milia, ai vertici della Provincia e al sindaco della città. Arriva dopo una mattinata di dibattito, alla presenza degli assessori alla Pubblica istruzione Costantino Tidu per la Provincia e Paola Demuro per il Comune e dei sindacalisti. La richiesta della seconda è reclamata in coro per soddisfare le legittime aspirazioni di 47 iscritti, compresi due disabili, tutti promossi dalla commissione che ha giudicato i loro test. Impossibile che trovino spazio in una classe perché metà rimarrebbe fuori col rischio di ingrossare il fenomeno diffuso della dispersione scolastica. Da qui la richiesta di attivarne un'altra, ma una circolare-capestro lo vieta. LA BATTAGLIA Non sono bastate lettere al ministro e interrogazioni parlamentari. Ma i genitori non si arrendono e scendono in campo con forza. Chiedono che la possibilità di frequentare il primo anno del liceo musicale, scuola che raccoglie consensi e riconoscimenti anche nella Penisola, venga garantita a tutti gli iscritti, senza che nessuno sia sacrificato nel nome di rigidi parametri numerici. SCUOLE MEDIE In città c'è un altro fronte di contestazione. Riguarda le super classi delle scuole medie Maccioni e Borrotzu. Ieri la questione è finita negli uffici del dirigente scolastico provinciale. Docenti, genitori e sindacalisti sollecitano l'istituzione di una classe in più per evitare quelle da 30-31 alunni che porrebbero anche problemi di sicurezza. ( m. o. )

Liceo musicale, i genitori si mobilitano

Liceo musicale, i genitori si mobilitano NUORO Mobilitazione permanente, a partire da ieri e fino a quando non otterranno risposta positiva alla «legittima richiesta» di ottenere per i propri figli la fruizione del diritto allo studio secondo le loro legittime scelte e motivazioni. Così decine di genitori degli alunni del liceo musicale Satta, riunitisi in assemblea insieme agli assessori comunale e provinciale alla Pubblica istruzione e ai sindacati del territorio, durante la quale hanno ribadito (anche in una lettera spedita dai rappresentanti istituzionali a Ministro e Regione) la richiesta dellì’attivazione di due prime classi a indirizzo musicale, a fronte dei 47 alunni regolarmente iscritti, di cui due diversamente abili, tutti dichiarati idonei da un apposita commissione. Non abbastanza per Ufficio scolastico Regionale e Provinciale, che non ha fornito alcuna risposta in merito nonostante l’ormai imminente inizio dell’anno scolastico. Un silenzio allarmante, che ha convinto i genitori dei ragazzi (e non solo quelli dei 47 “a rischio”) a dichiarare lo stato di mobilitazione permanente, e comunicarlo al dirigente dell’ufficio scolastico Regionale e Provinciale, oltre che a Comune, Provincia e alla dirigente scolastica dell’istituto Satta. Una prostesta che trova la massima solidarietà anche al di fuori delle mura scolastiche. Con Bianchi e Deriu che si sono già più volte pronunciati contro le politiche dissennate di dimensionameto scolastico, che non si ferma più nemmeno di fronte a corsi che dimostrano di avere ampiamente i numeri per vivere e crescere ancora.

«Il Liceo musicale in attesa della dovuta deroga»

IL DEPUTATO ROBERTO CAPELLI (CDS) «Il Liceo musicale in attesa della dovuta deroga» NUORO «È arrivato il momento che il Governo e la Regione decidano non se le scuole, gli ospedali, i tribunali, le caserme, gli uffici e i servizi costituzionalmente riconosciuti debbano chiudere, ma se debbano esistere i nostri paesi!». Usa l’arma dell’ironia, Roberto Capelli, deputato nuorese del Centro democratico Sardegna. E subito cita le ultime parole famose del capo del governo Enrico Letta: «Finalmente ritorna e riesiste l’impegno per il diritto allo studio, che è stato uno dei temi più complessi, più controversi e purtroppo più tagliati negli anni. Se non c’è diritto allo studio non c’è la pari opportunità di accesso all’istruzione le persone non sono in grado di superare le diseguaglianza». «Parole assolutamente condivisibili – attacca Capelli –, quelle dette da Letta a margine dell’annuncio dello stanziamento di 400 milioni di euro per la scuola. Parole che stridono, nei fatti, con quanto succede in Sardegna. In particolare, da Nuoro a Bitti, da Galtellì a Gavoi, da Ovodda a Irgoli si sollevano gli appelli al direttore scolastico regionale di turno, di sindaci, genitori e alunni contro la cancellazioni di classi e Istituti. Tornano in campo i tristi numeri dei nostri paesi e delle nostre città: spopolamento, trasporti, infrastrutture scolastiche, invecchiamento della popolazione, isolamento, lavoro». «A questi – continua il deputato – vanno aggiunte le indebite pressioni di chi chiede alle Istituzioni scolastiche di far tornare i conti penalizzando sempre più un territorio lontano dai centri di interesse regionale a favore di ben più servite aree metropolitane. È il caso del Liceo musicale Satta di Nuoro per il quale attendo la dovuta deroga, vista anche la disponibilità ministeriale e sostenuta dai numeri, da parte del direttore scolastico regionale». (l.p.)

lunedì 9 settembre 2013

Scuola off limits per 45 alunni Sono ancora in attesa di sapere se verranno attivate le due prime classi del liceo musicale Satta ISTRUZIONE»DIRITTO ALLO STUDIO NEGATO
di Luciano Piras wNUORO «A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico la nostra domanda è: i nostri figli potranno frequentare il liceo musicale?». Resta l’incognita, infatti, sul futuro di quarantacinque alunni dichiarati idonei agli studi musicali nell’Istituto Satta di via Deffenu ma praticamente tagliati fuori perché il provveditorato regionale non ha autorizzato l’apertura delle due prime classi necessarie.
Le quarantacinque preiscrizioni del marzo scorso, insomma, non sono servite a nulla, se non a lasciare questi giovani in balia dei tagli e dei venti politici. Così, a poche ore dal suono della prima campanella, «la scuola non sa, purtroppo, darci la risposta che attendiamo con ansia» scrivono i genitori degli studenti messi all’angolo. Ibernati in attesa di tempi migliori. «A questo punto chiediamo, ancora una volta, espressamente a lei» continuano i genitori in una lettera (l’ennesima) inviata al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani.
«Per quanto ancora dovremo essere tenuti sulla corda, in una situazione che esercita un pessimo influsso sull’autostima e sulle aspettative dei nostri figli, che non sanno se potranno frequentare il liceo che desiderano o se dovranno piegarsi ad una soluzione non gradita?».
A nulla sono valse, finora, le interrogazioni in Parlamento e in consiglio regionale, né gli interventi sul caso dei sindacati e dei politici vari. «Il fatto che finora abbiamo condotto la nostra denuncia in termini di attesa e di consapevolezza dell’esistenza di problemi a livello amministrativo – va avanti la missiva (inviata per conoscenza anche all’assessore provinciale alla Pubblica istruzione Costantino Tidu) – non fa di noi delle persone disposte ad accettare con acquiescenza una prolungata situazione di disconoscimento delle nostre richieste, meno che mai un eventuale diniego finale.
Siamo convinti che la nostra provincia sconti già abbastanza il peso della falce del risparmio. Sappiamo che ci sono possibilità di deroghe: insistiamo, a gran voce, per avere quella che spetta ai nostri figli ed esigiamo una risposta, che crediamo ci sia dovuta, da cittadini italiani quali siamo». L’ultima speranza dei genitori di questi quarantacinque alunni in attesa di sentenza è riposta infatti su una deroga alle norme in vigore. L’unico modo per uscire dal tunnel di una «vicenda pirandelliana che vede, a tutt’oggi, negare una classe perché ci sono troppi numeri in una provincia abituata da anni a vedersi negale le classi perché i numeri sono troppo pochi».
«Conosciamo il significato del termine deroga – insiste la lettera –, che si attua in casi di eccezionalità e di particolare urgenza. Ora, a noi, e non solo a noi, appare chiaro che la situazione in cui versano i nostri figli presenta entrambe le caratteristiche». È una questione di diritto allo studio, uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona, sancito dalla Costituzione italiana come pure dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu.
«I nostri figli, a differenza dei loro coetanei di Sassari e Cagliari – scrivono ancora i genitori –, non hanno alternative ad uno studio della musica in Istituzioni statali. Per meglio chiarire – ricordano al direttore Feliziani –: tutti i ragazzi italiani hanno diritto a coltivare i loro talenti in appositi licei musicali, che necessitano di una equa distribuzione nel territorio; ma i ragazzi della provincia di Nuoro, a fronte della carenza di scuole medie a indirizzo musicale e della mancanza di un conservatorio, hanno motivo di rivendicare il carattere di urgenza di questo diritto».

giovedì 5 settembre 2013

Scuole, salvataggio in extremis?

In esame liceo musicale e super classi di Nuoro, lo Scientifico di Bitti e il convitto di Sorgono
Scuole, salvataggio in extremis? Il Nuorese chiede cinque deroghe, oggi mediazione a Roma Cinque priorità della scuola nuorese approdano sul tavolo del ministero dell'Istruzione. Francesco Feliziani, vice direttore scolastico regionale, ieri e oggi è a Roma per valutare le deroghe possibili in Sardegna. Le questioni poste con urgenza dai territori e dai sindacati barbaricini riguardano l'attivazione di un'altra prima classe nel liceo musicale di Nuoro visto che altrimenti rimarrebbero fuori venti iscritti, il salvataggio in extremis della prima classe del liceo scientifico Michelangelo Pira di Bitti, diversamente destinato a morte certa, la sopravvivenza del convitto di Sorgono che si rinnova ogni ottobre con un accordo tra Comune, Provincia e Regione e la situazione degli istituti comprensivi Maccioni e Borrotzu di Nuoro, entrambi appesantiti da classi troppo numerose. Nessuna illusione, ma l'ultimo scampolo di speranza è affidato a questa difficile mediazione.
I SINDACATI «Abbiamo sollecitato l'amministrazione scolastica regionale e tutti gli enti coinvolti, come la Provincia e la Regione, ad agire in modo da trovare spazi di agibilità e soddisfare le richieste dei territori», dice Maria Luisa Ariu, responsabile della Cisl-scuola.
LICEO MUSICALE «Noi non ci fermeremo, continueremo la battaglia», dice Rosalia Cardia Fois, rappresentante dei genitori nel consiglio d'istituto del liceo musicale Satta di Nuoro. Qui la situazione è paradossale perché le iscrizioni abbondano al punto da formare due classi, ma alla scuola viene riconosciuta una sola prima. Troppo poco per 45 iscritti e due disabili: senza la seconda classe metà di loro resta fuori. Genitori e ragazzi sono impegnati da mesi per reclamare l'attivazione di un'altra prima che - spiegano - non comporta aggravi di spese: gli spazi non sono un problema, neppure il personale docente e quello Ata. Nell'istituto di via Deffenu tutto potrebbe essere già pronto ad accogliere i nuovi iscritti, compresi quelli che arrivano dall'Oristanese e dalla provincia di Sassari. A dimostrazione del richiamo crescente di un istituto che colleziona anche premi nella Penisola. Il caso a luglio finisce in Parlamento, ma resta irrisolto.
LA LETTERA I genitori dei ragazzi scrivono ora una nuova lettera-appello alla dirigenza dell'ufficio scolastico regionale e all'assessore provinciale alla Pubblica istruzione. Rilanciano la richiesta di una deroga già messa per iscritto un mese fa, ma rimasta senza risposta. «I nostri figli, a differenza dei loro coetanei di Sassari e Cagliari, non hanno alternative a uno studio della musica in istituzioni statali», sottolineano i genitori. E aggiungono: «Tutti i ragazzi italiani hanno diritto a coltivare i loro talenti nei licei musicali, che necessitano di una equa distribuzione nel territorio. Ma i ragazzi della provincia di Nuoro, a fronte della carenza di scuole medie a indirizzo musicale e della mancanza di un conservatorio, hanno motivo di rivendicare il carattere di urgenza di questo diritto».
NUOVA MOBILITAZIONE «Se arriverà una risposta positiva faremo una grande festa, se fosse negativa continueremo la nostra battaglia», dice Rosalia Corda Fois, portavoce di genitori e ragazzi. L'idea di una nuova mobilitazione traspare anche dalle parole finali della lettera-appello: «Il fatto che finora abbiamo condotto la nostra denuncia in termini di attesa e consapevolezza dei problemi a livello amministrativo non fa di noi persone disposte ad accettare con acquiescenza una prolungata situazione di disconoscimento delle nostre richieste, meno che mai un eventuale diniego finale. Siamo convinti che la nostra provincia sconti già abbastanza il peso dei tagli. Sappiamo che ci sono possibilità di deroga: insistiamo a gran voce per avere quello che spetta ai nostri figli ed esigiamo una risposta da cittadini italiani quali siamo». Marilena Orunesu